Gratificato dalla proposta del Professor Vignerol, accetto l’offerta e lui mi accompagna nel vivaio, maestoso. Una distesa di alberelli di tutte le taglie innestati con svariate metodologie e pronti per essere immessi in campo. Saranno le pianticelle che garantiranno la salvezza del cacao, e speriamo anche quella del diletto al palato.
Torniamo al centro di produzione: vista la piccola quantità di cioccolato prodotto decido di temperare a mano su marmo.
La tempera è riuscita e ho realizzato alcune tavolette delle drops da degustazione e delle praline ripiene di gelatina di cacao fresco, davvero straordinaria, saporita fresca e originale.
Alla fine della giornata, Mery e Nicolas allestiscono il buffet di presentazione, e i produttori di cacao locali assaggiano meravigliati il risultato di una corretta produzione e la magia di creare un cioccolato monovarietale in purezza 71% di cacao senza vaniglia e senza lecitina: un risultato notevole.
Giusto il tempo di salutare gli amici e la giornata finisce e con questa anche la nostra esperienza brasiliana.
Ma tornerò presto: le prime produzioni in purezza sarebbero state spedite in tempo per CioccolaTO’ dove volevo presentare i tre monovarietali e il Blend della Mata Atlantica.
In cuor mio speravo che questo viaggio mi riservasse piacevoli sorprese e per questo avevo deciso di portare con me gli amici Giancarlo Bononi e Federico Bondi. Ma non avrei immaginato che questa visita potesse rivelarsi come una pagina fondamentale nella storia della Mata Atlantica ed in quella della mia vita.
Sono un artigiano cioccolatiere Cuneese, e credo di aver adottato la Mata Atlantica.
Sono convinto che questo viaggio rimarrà nei cuori e nella mente di tutti noi per sempre, e spero che gli appassionati del “cibo degli dei” un giorno lo ricordino.
Silvio Bessone
Ilhéus, Brasile, 25-29 novembre 2004
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